• Home »
  • News »
  • Vito Sardo e Mario Mingrino di Ale Ugl Asu Sicilia convocati al Ministero del Lavoro.

Vito Sardo e Mario Mingrino di Ale Ugl Asu Sicilia convocati al Ministero del Lavoro.

Grande attesa per il viaggio romano di Ale Ugl Asu Sicilia che nei prossimi giorni sarà al Ministero del Lavoro per confrontarsi con le  segreterie Tecniche del Ministro Di Maio e del Sottosegretario Durigon.

Le premesse sembrano positive , in quanto dagli incontri informali si è registrato grande interesse per la risoluzione definitiva della problematica ASU e per il manifesto apprezzamento del documento programmatico già consegnato nei mesi scorsi ai rappresentanti del governo nazionale.

Si riporta di seguito il documento programmatico:

  • Armonizzazione della normativa nazionale con quella regionale e con la recente sentenza della Corte di Cassazione – Sezione Unite, al fine di consentire ai lavoratori socialmente utili di percepire l’ assegno LSU/ASU contestualmente alla retribuzione per un rapporto di lavoro a tempo indeterminato part-time, con un importo lordo annuo inferiore a Euro 8000/00 . Tutto ciò aggiornando il D.lgs 468/97 e il D.lgs 81/2000 con il D.lgs 150/2015, che disciplina in maniera innovativa il mantenimento dello status di disoccupato e con quanto sancito dalla Corte di Cassazione con la sentenza del 16/03/2016 n. 5226;
  • Ripristinare la riserva del 30% in tutti i concorsi e/o bandi di selezione per i soggetti che rientrano nell’elenco regionale previsto dall’articolo 4, comma 8, del decreto legge n. 101/2013, convertito dalla legge n. 125/2013 e recepito dalla Regione Sicilia con l’articolo 30, comma 1 della L.r. 5/2014 (vedi D.lgs 468/97, D.lgs 81/2000, L.r. 24/2000 e L.r. 25/2003) ;
  • Cristallizzare per 20 anni l’attuale dote finanziaria quinquennale prevista dalla L.r. 8/2017 art. 11 comma 5 (assegno LSU Euro 586/00 mensili) per promuovere la contrattualizzazione a tempo indeterminato dei precari LSU, così come già previsto con l’art. 3 della L.r. 27/2016 per i precari storici ex art. 23 – l.r. 85/95;
  • Implementazione degli enti pubblici e degli enti pubblici-economici per il riconoscimento del contributo regionale finalizzato allo svuotamento del bacino LSU/ASU, prestando particolare attenzione alle amministrazioni statali (INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate, ect…) (legittimati alla utilizzazione dei lavoratori ASU e alla successiva stabilizzazione), anche in considerazione che per gli enti privati e per quelli pubblici sottoposti alla propria vigilanza, la normativa regionale con l’art. 11 comma 5 della L.r. 8/2017 li individua come destinatari di contributo quinquennale per la stabilizzazione dei precari con contratto a tempo indeterminato anche part-time;
  • Individuazione di aziende private di interesse nazionale, come Poste Italiane, RFI, ANAS (S.p.A. più importanti). Tutto ciò in considerazione che le richiamate aziende, per le future assunzioni, potrebbero usufruire del contributo regionale (art. 11 comma 5 l.r. 8/2017: Euro 586/00 per 60 mesi) previsto per la stabilizzazione dei lavoratori ASU/LSU.
    Ad esempio Poste Italiane che, con decorrenza 2019 provvederà alla stabilizzazione dei propri precari e all’assunzione di nuove professionalità compatibili con il diploma di laurea, con il recepimento della richiamata normativa finanziaria regionale, prevedendo delle riserve (es. 30%) nei bandi di selezione e/o di concorso pubblico, potrebbe soddisfare con evidente risparmio sul costo generale del personale il proprio fabbisogno;
  • Pace contributiva: individuare un percorso finalizzato al riscatto dei contributi figurativi in considerazione del particolare disagio socio-economico del precario LSU/ASU, percettore esclusivamente di un assegno di utilizzazione di Euro 586/00 mensile o cumulabile con un reddito da lavoro non superiore a Euro 306/00 mensili (art. 8 D.lgs 468/97). A solo titolo esemplificativo si richiama l’attenzione sul “baratto amministrativo” (es.: incrementare l’orario settimanale da 20 a 30 ore e impegnare il richiamato incremento orario per lo svolgimento di ulteriori attività anche presso altre pubbliche amministrazioni e/o enti pubblici-economichi, compatibilmente con il titolo di studio e/o le professionalità effettivamente possedute, al fine di consentire ai richiamati lavoratori il riscatto dei contributi figurativi con le superiori somme percepite mensilmente);
  • Ridurre da 10 a 5 anni il termine entro cui si può richiedere la fuoriuscita dal Bacino ASU;
  • Incentivare l’autoimpiego con una consistente dote finanziaria per lo svuotamento o stabilizzazione precari, attivando anche il FSE e/o garantendo una corsia preferenziale per le progettualità finanziate da Invitalia con “Resto al Sud”, che tra l’altro con la prossima finanziaria prevede l’innalzamento del limite d’età a 45 anni.