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Stabilizzazione dei precari Asu parte subito il Monitoraggio . Miccichè “Stiamo predisponendo una norma per favorire percorsi di stabilizzazione”

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Una ricognizione da fare in tempi brevissimi , finalizzata ad un monitoraggio, un’ analisi ed una proiezione operativa che riguarda la stabilizzazione ed i piani di fuoriuscita dal bacino dei precari da fare in pratica entro un mese dalla ricezione della Nota dell’ Assessorato al lavoro, Tra gli enti utilizzatori , prevalentemente comuni , enti locali ed altre strutture che oggi beneficiano di lavoratori precari. L’ Assessore Gianluca Miccichè ha deciso cosi di fissare regole precise per la fuoriuscita dei 5300 precari Asu . Toccherà ai 344 enti , tra cui sono ricompresi parrocchie , associazioni di volontariato, comuni, aziende sanitarie e società di servizi , fornire i dati necessari . Una soluzione, secondo assessore ed uffici , che deve servire a portare a sintesi un quadro chiaro e ben delineato dei precari siciliani.

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Gli enti utilizzatori che abbracciano complessivamente la platea dei diversi tipi di precari , sono così sull’ intero territorio della Sicilia : 118 nella provincia di Messina , 74 su Palermo e provincia , 40 nella provincia di Agrigento , 31 in quella di Trapani , 18 in quella di Catania , 15 in quella di Enna e Ragusa , 9 nel territorio di Caltanissetta e 4 in quello di Siracusa .
“Abbiamo ritenuto utile – dichiara Miccichè – dare questo termine di trenta giorni insieme agli uffici e unitamente a ciò , stiamo predisponendo una norma che dovrà passare al vaglio del Parlamento nella prossima finanziaria, per favorire percorsi di stabilizzazione del bacino dei precari Asu e Lsu”.
Ad essere inviato è stato un format allegato a cui si invitano gli enti a specificare il tipo di categoria dei lavoratori , le mansioni,e quali prospettive a breve di stabilizzazione vengono individuate . La quantificazione del numero dei lavoratori stabilizzati dagli enti consentirebbe di definire un numero certo per quanto riguarda la platea dei lavoratori che rimarrebbe in capo alla Regione da stabilizzare.
La scheda di integrazione invece , inoltrata invece attraverso gli interlocutori degli enti e delle associazioni , deve essere compilata ai lavoratori , che dovranno specificare le modalità di stabilizzazione, scegliendo tra enti pubblici o privati e contratti a tempo determinato o indeterminato. Tra le opzioni che rimangono in campo la Borsa – Lavoro di 36 mila euro per attivare una piccola azienda o un’ impresa artigiana , rinunciando però a rimanere all’ interno del bacino.

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Alla fine dovranno dunque essere individuati in totale i lavoratori finanziati con il fondo sociale e formazione professionale. quelle con risorse di bilancio degli enti promotori,e quelli a carico del bilancio regionale . Distinzioni destinate. a quanto pare, a diventare veri e propri campi di applicazione di scelte non più differibili nel tempo . Al 31 dicembre di quest’ anno infatti la legge prevede il completamento del percorso di stabilizzazione , o in ogni caso la definizione , precisa e non indicativa e generica , di come provvedere ad essa. Non sono escluse le procedure di mobilità verso altri enti , né le soluzioni tecniche complementari , orientate come si legge nella nota dell’ Assessore “ ad un vero aggiornamento della misura di stabilizzazione , ma sarà utilissimo per radiografare la platea dei precari sotto il profilo delle professionalità e delle competenze”.

Fonte : La Sicilia