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Lavori in V commissione : Ale Ugl “Se fosse stato attuato l’articolo 11 della legge 8/2017, non ci sarebbe stata la confusione generata dalla recente norma approvata nel collegato”

Di seguito il comunicato di Ale Ugl Sicilia ,sulla seduta della V Commissione Lavoro che si è tenuta ieri a Palermo :
Nella giornata di ieri, abbiamo partecipato ai lavori della V Commissione Parlamentare, nella quale, oltre alla deputazione, fra cui il Presidente Sammartino, che ringraziamo per la convocazione, era presente l’assessore al Lavoro, Antonio Scavone.
Non faremo la cronistoria della giornata, della quale già abbiamo detto ieri nel comunicato post incontro con l’assessore Scavone, che per opportunità si può riassumere così:
1) Pagamenti di novembre entro la prima decade di dicembre;
2) Pagamento assegni arretrati entro pochi giorni;
3) Pagamento rimborso 730, come da decreto pubblicato entro pochi giorni;
4) Proroga utilizzo ASU fino al 2022;
5) Abrogazione del limite dei 10 anni per fruire della misura alternativa alla stabilizzazione;
6) Storicizzazione della spesa fino al 2038, per incentivare gli Enti utilizzatori a stabilizzare;
Quello che ci ha messo in difficoltà a fare questo comunicato è stato l’andazzo generale della giornata.
La sensazione di anacronismo vissuta la dentro stride con la realtà che viviamo noi fuori.
Mentre fuori i lavoratori gridano “basta alle chiacchiere inutili”, lì si festeggia trasversalmente tra le forze politiche l’articolo 15..!
Premesso che è necessario chiudere la stagione del privato sociale, la cosa che quasi nessuno ha voluto mettere sotto la lente d’ingrandimento è L’INADEMPIMENTO DEL DIRIGENTE DEL DIPARTIMENTO LAVORO!… infatti, se fosse stato attuato l’articolo 11 della legge 8/2017, i lavoratori del privato sociale e di tutti gli Enti pubblici che hanno dichiarato l’esubero, sarebbero stati ricollocati in Enti con comprovate capacità assunzionali! Dispiace oggi aver ascoltato colleghi che, ancora una volta, hanno fatto distinzione fra lavoratori. Chi è in esubero, sia del privato sociale e sia degli Enti pubblici ha bisogno, allo stesso modo, di essere ricollocato. Dividi et impera lo hanno inventato qualche anno fa!… Ma non i lavoratori, non i rappresentanti dei lavoratori. È inaccettabile.
I parlamentari che vantano questo successo, di fatto hanno preferito approvare una norma che non è applicabile nei fatti, che si presta a strumentalizzazioni di varia natura, piuttosto che esercitare il loro potere di controllo ed indurre sulla retta via il dirigente inadempiente. Inoltre, se non bastasse, per i pochi che beneficeranno di quest’articolo 15, rischieranno di passare in Enti che non hanno capacità assunzionali. Queste erano azioni condivisibili 20 anni fa’. Oggi, solo un aspetto può soddisfare i vari aspetti della questione: LA STABILIZZAZIONE!
Un’ultima considerazione va fatta sulle parole del Presidente della Commissione:
on. Sammartino, lei ha ragione a non fidarsi di chi vuole fare tutto subito, condividiamo il suo pensiero, ma come lo spieghiamo ai lavoratori che sono nel bacino ASU da 22 anni e agli ex articolo 23, anch’essi nel bacino da circa 30 anni, che la Regione Siciliana non riesce a fare una norma ad invarianza di saldi, già fatta per altri precari dal precedente Governo? Per gli altri si può è per questi no?
In conclusione, auspichiamo che tutte le forze politiche regionali, nel rispetto dei ruoli, inizino un serio e proficuo rapporto con il Governo Nazionale, da subito, ed in finanziaria, a differenza di quanto fatto durante i lavori del “collegato”, sia approvata una norma per questi lavoratori seria, applicabile e che almeno butti basi solide per una graduale e soddisfacente stabilizzazione!