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Lavoratori Asu : Comunicato Ale Ugl Sicilia “dal Vertice Ministero/Assessorato al Lavoro. Nulla di fatto”

Nel vertice a Roma fra L’Assessore regionale al lavoro, dott. Scavone ed il Ministro del Lavoro, per il quale era presente il dott. Vanin, a quale era presente anche il Presidente della 11ª Commissione Lavoro del Senato della Repubblica, senatrice Nunzia Catalfo, è stata manifestata l’impossibilità alla stabilizzazione dei lavoratori impegnati in ASU da parte della Regione, per presunta difficoltà economica.
Si trattava di un invito fatto dal Governo nazionale all’Assessore Scavone, voluto dall’ALE/UGL, condiviso e ottenuto dai deputati Antonio Lombardo e Roberta Alaimo, sostenuti anche da altri colleghi, che tendeva a chiarire il motivo per cui la regione Sicilia non applica le norme vigenti per la stabilizzazione, art.11 della L.R. 8/2017.
Brevemente, fonte i presenti, considerato quanto l’assessore Scavone ha riferito ai rappresentanti del Governo e del Parlamento nazionale, cioè che la Regione è impossibilitata a stabilizzare, perché non ha le risorse economiche, possiamo trarre delle conclusioni: innanzi tutto il tecnico incaricato dal Ministro Di Maio di seguire la vertenza ASU, la cui risoluzione resta nella stabilizzazione, che ribadiamo è competenza della Regione Sicilia, non ha prestato la dovuta attenzione alla vicenda. Infatti, il dott. Vanin, incaricato dal ministro Di Maio dopo il nostro incontro a Palermo, ci ricevette qualche mese fa, alla presenza dell’on. Lombardo, ed affrontammo tutti insieme la questione relativa all’utilizzo illegittimo degli ASU e all’obbligo della stabilizzazione da parte degli Enti utilizzatori, nonché della Regione per gli enti che hanno dichiarato i lavoratori in esubero, ma soprattutto parlammo di come la questione economica fosse un falso problema.
In quel frangente, ma anche subito dopo, abbiamo fornito documentazione a supporto di quanto detto da noi e del motivo per cui non è necessario prevedere nuove risorse. Abbiamo anche dato copia del DDL annunciato all’ARS dalla stessa maggioranza, che ricalca la nostra Piattaforma programmatica.
Evidentemente, se avesse prestato la dovuta attenzione, il tecnico del Ministero sarebbe stato in grado di sostenere il contrario di quanto affermato dagli organi di Governo siciliano ed “invitare” lo stesso a rispettare le proprie leggi, motivo dell’invito, pertanto a stabilizzare gli ASU.
Purtroppo è stato un incontro inutile e senza volontà risolutiva.
In un confronto partecipato e risolutivo sarebbe emersa l’esigenza di rivedere il limite dei 10 anni alla misura alternativa di fuoriuscita dal bacino ASU, ex l.r. 27/2016, che porterebbe alla fuoriuscita dal bacino ASU di centinaia di lavoratori, che nei prossimi 5/6 anni saranno in età di pensione; sarebbe emerso quanto stanno chiedendo a gran voce ed ufficialmente gli Enti locali per la stabilizzazione dei propri lavoratori nel rispetto dei principi di finanza pubblica, cioè, la cristallizzazione della spesa; ancora sarebbero emerse le inadempienze dell’Assessorato nel non ricollocare i lavoratori in esubero in Enti con comprovate capacità assunzionali, come prevede il suddetto art. 11 della L.R. 8/2017 e l’ipotesi fatta dallo stesso Ministro durante il nostro incontro a Palermo di valorizzare le professionalità acquisite da questi lavoratori in oltre 20 anni di servizio, valutando, fra le altre cose, un’ipotesi normativa di trasferimento di molti di questi soggetti in Enti ed Aziende dello Stato.
Riteniamo indispensabile un’audizione con l’assessore Scavone, fiduciosi della sua buona fede, per rivedere questa presunta carenza di risorse economiche, che non trova riscontro reale.
I deputati Lombardo ed Alaimo, da parte loro, hanno manifestato la loro volontà di continuare ad impegnarsi a favore della categoria per trovare soluzioni per la stabilizzazione degli ASU.
L’ALE/UGL auspica ancora un nuovo incontro con tutte le parti in causa, alla presenza degli organi del Governo e del Parlamento nazionale a garanzia del rispetto delle norme vigenti; un incontro nel quale i criteri del buon padre di famiglia facciano da padrone. Rispettare la legge, in questo caso, vuol dire fare i contratti di lavoro a tempo indeterminato a oltre 5000 lavoratori, che stanno lavorando in mansioni ordinarie della pubblica amministrazione da oltre 20 anni, in violazione dei fondamentali principi della Costituzione.

I COORDINATORI REGIONALI
ALE UGL Sicilia
Vito Sardo – Mario Mingrino